Commento al Vangelo – Santissima Trinità

   
Vangelo
  Gv 3, 16-18
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Dal vangelo secondo Giovanni
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».


Commento[1]

L’amore divino si rivela nel gesto del dono: Dio Padre ha dato a noi il Figlio, cioè ha scelto di entrare nella nostra storia, di coinvolgersi nelle nostre vicende terrene. Dio nell’eternità, prima della creazione del mondo, è pienezza di vita, non ha bisogno di niente oltre a sé. Ci ha rivelato di essere una comunità di persone che si amano, legate da affetto forte, da legami eterni e meravigliosi. Ma chi glielo ha fatto fare di creare il mondo e di imbarcarsi in una vicenda come la nostra storia? L’amore è la causa di tutto! Dio ha tanto amato il mondo da effondere oltre sé la propria capacità divina di amare. Dalla Trinità nasce la creazione e la storia; il “big bang” iniziale di cui parlano gli scienziati è l’esplosione dell’amore di Dio. Questo la scienza non riesce a dimostrarlo, lo crediamo noi per la rivelazione di Gesù Cristo. All’inizio c’è stata l’esplosione di un amore così grande che non è rimasto chiuso in sé, ma donandosi ha messo in moto una vicenda splendida, la storia dell’universo e dell’umanità. Dio quindi non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché noi potessimo vivere in pienezza: è venuto per realizzare la nostra esistenza, per portare a compimento quel progetto d’amore. La morte e risurrezione di Gesù è un altro “big bang”, una nuova esplosione d’amore, che fa nascere la creazione nuova. In questo senso la Trinità ci riguarda da vicino perché è l’amore che guida la nostra esistenza e ci rende persone capaci di amare.

Claudio Doglio

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[1] Doglio C., in Amen, la Parola che salva. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2020, Anno 3 N.6,  pag. 124.

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