Commento al Vangelo – I Domenica di Quaresima

Vangelo  Mt 4, 1-11
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


Commento[1]

Il brano evangelico delle tentazioni di Gesù apre il nostro cammino di Quaresima e ci riporta alla scelta originale dell’umanità, quando l’uomo e la donna, guardando al frutto proibito, videro che era buono da mangiare (bocca), gradevole agli occhi (apparenza), desiderabile per acquistare saggezza (cuore). Qui c’è la scelta che trasforma il giardino in un deserto. La prima tentazione è la avidità della carne, il dominio delle cose. Trasformare le pietre in pane è la tentazione di dominare le cose, in modo avido e goloso: indica un rapporto sbagliato con le cose, che ci sono date come dono e strumento, ma possono diventare una rovina se ossessionano la vita. Usare male le cose è l’inizio del peccato. La seconda tentazione riguarda gli occhi, l’apparenza, l’esibizione: è la voglia di farsi vedere, di avere una buona fama e un nutrito seguito. Dipendere dall’opinione pubblica e cercare ciò che è di moda per fare bella figura rovina le relazioni umane, perché distrugge la personalità e fa dimenticare ciò che è essenziale ed importante. La terza tentazione infine riguarda il cuore e corrisponde ad avere una mentalità che si sostituisce a Dio: consiste nel pensare di essere padrone del-la propria vita e si identifica con l’atteggiamento prepotente che impone la propria ragione con la forza, perché desidera dominare sugli altri. Gesù sceglie la strada contraria, sceglie da autentico Figlio di Dio: con lui il deserto diventa un giardino. La strada che il Signore ci insegna è la generosità.

Claudio Doglio

_____________
[1] Doglio C., in Amen, la Parola che salva. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2020, Anno 3 N.3, pag. 121.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail